SII pronto a spingerti avanti, o cuore!
e lascia indugiare chi debba.
Poiché il tuo nome fu chiamato nel cielo
mattutino.
Non aspettare alcuno!
Il desiderio della gemma son la notte e
la rugiada, ma il fiore sbocciato invoca
libera la luce.
Frangi l'involucro, o cuore, e n'esci!
Tagore (India)
Fermento artistico a Bossolasco, paese nelle alte Langhe a pochi minuti da Alba. L’artista newyorkese Richard Nonas durante un suo peregrinare si è innamorato del paesino e dei suoi boschetti limitrofi, tanto da sceglierne uno come location per la sua opera "Sentè d’art". L’inaugurazione del 2 agosto ha visto riunirsi non solo le autorità della comunità montana e della pro loco, ma anche un sostanzioso numero di curiosi ed appassionati di arte. L’opera lascia ampio spazio all’interpretazione. Consiste in una serie di pietre di langa che, nell’immaginario dell’artista, rappresentano i tasti di un pianoforte. Per raggiungere tale opera bisogna percorrere un sentiero in mezzo agli alberi e alla natura incontaminata. Sulle piante ai lati del percorso sono appese delle lastre di vetro colorato per creare dei suggestivi giochi di luci che accompagnano il viaggio del visitatore e lo aiutano ad entrare nello spirito "mistico" dell’opera. Parallelamente a tale esposizione, è stat installata una mostra pittorica che raggruppa le opere di tutti i grandi pittori passati e vissuti a Bossolasco. Ci troviamo davanti ad opere di Marco Gastini, Gigi e Mauro Chessa, Franca Gallafrio, Enrico Paolucci, Irene Invrea, Franco Garelli, Francesco e Paolo Menzio, solo per citarne alcuni. Tutti a loro modo propongono una visione delle tanto amate Langhe. Anche il genovese Francesco Martucci Zecca espone le sue opere nella mostra "Il mondo obliquo". Così afferma Martucci: "Tra il mondo reale e quello immaginario esiste un altro mondo, quello trasversale dove sono riposte tutte le aspettative, i sogni, le illusioni e la poesia. Un mondo sospeso e fluttuante, etereo ma al tempo stesso estremamente vibrante di vita. Qui il tempo e lo spazio assumono confini indefiniti". L’artista propone una serie di mobili, soprammobili ed oggetti fatti a mano. Una visita alla mostra merita soprattutto poichè il creatore delle opere è sempre presente e disponibile a spiegare le sue creazioni. Nulla è per caso, neppure l’allestimento stesso. Le antiche tradizioni vengono assorbite e si rigenerano in nuove creazioni rivisitate attraverso stili di lavorazione e "modus operandi" legati al sacro vincolo dell’artigianato. Lavorazioni all’insegna del "fatto a mano" e "ad occhio" che trovano il loro vero significato a monte del razionale poiché, come afferma Martucci: "E’ molto più interessante il fiume di idee che ha sospinto e percorre la creazione". Interessante la "lampada dal cappello di cocco" ma soprattutto interessante la spiegazione: "la pietra delle Langhe sale verso un ponte di rame ad incontrare il mare…Finalmente raggiunge il suo sogno tropicale e si abbraccia al cappello di cocco…Si amano ed è subito luce…". Oppure il tavolino del ciabattino che "apre la sua ribaltina e si schiude in un sorriso…". Il visitatore, in poche ore, riesce quindi a visitare tre mostre interessanti in una cornice di langa che rimane certamente nel cuore.
Farfalle in pancia, stomaco chiuso, ilarità costante, adrenalina, mondo delle nuvole, sogni ad occhi aperti, sogni ad occhi chiusi, brodo di giuggiole, resistenza al sonno, confusione, dubbi, pensieri, pensieri, pensieri, pensieri...